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Che cosa ci insegna la crisi economica

di Luigino Bruni

L’attuale crisi economica mostra che l’etica economica prevalente, fondata sull’amore per il denaro e su un’idea di bene comune inteso come frutto dell’avidità individuale, non funziona e va ripensata profondamente. Il “capitalismo finanziario” richiede un nuovo patto globale, che ridisegni la nuova architettura del capitalismo di terza generazione, se vogliamo che queste crisi non diventino alla lunga davvero insostenibili; necessitano accordi che siano democratici, che partano anche
dalla società civile, e che tengano conto seriamente del punto di vista dell’Africa, dell’Asia, e dell’America Latina. Dietro questa crisi, poi, c’è anche una crisi morale, che riguarda i nostri stili di vita: l’indebitamento per il consumo è diventato per molti una forma di doping. Viceversa, chi in questi anni ha fatto investimenti etici, chi ha dato vita ad aziende di economia di comunione, a una gestione aziendale prudente, oggi ha aziende più robuste e sane. Questa crisi allora, nonostante la sua
gravità, può essere un’opportunità perché si apra davvero un dibattito sulla sostenibilità del capitalismo a cui abbiamo dato vita, e può creare le condizioni culturali perché altre economie e altre finanze, che fino a pochi anni fa erano viste e considerate come proposte di nicchia e un po’ ingenue, possano svilupparsi e cambiare la natura dell’economia di
mercato.