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Verso una comprensione della persona secondo l'esperienza mistica di Chiara Lubich nel "Paradiso '49"

di Callan Slipper

Un pilastro dell’esperienza e del pensiero di Chiara Lubich è la persona: è un elemento fondamentale della ricca antropologia che sta alla base di tutta la cultura che, nelle sue varie espressioni, nasce dalla sua ispirazione. Per capirla in profondità, però, è necessario vederla nel contesto di tutta l’architettura del suo pensiero. Guardando all’esperienza del “Paradiso ’49” l’articolo tenta di delineare questa architettura in quattro sezioni: comincia con una visione d’insieme del creato in relazione all’increato, facendo vedere che tutte le cose sono l’espressione creaturale della Trinità d’amore che Dio è; poi considera lo specifico umano, il quale riassume il creato e lo vive in modo personale; continua mostrando questo specifico umano realizzato in Maria, esempio perfetto di una persona umana; infine giunge a considerare come la singola persona trovi nell’essere Gesù il suo compimento: questo avviene pienamente quando le persone umane, insieme, sono Lui ed Egli è presente in mezzo a loro.