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«Viaggiare» il Paradiso

di Piero Coda

Il 5 gennaio 1997 la st. John's University di Bangkok ha conferito a Chiara Lubich il dottorato honoris causa in scienze delle comunicazioni sociali. Riportiamo qui il discorso da lei tenuto in quella circostanza. Dopo aver richiamato la "nostalgia del paradiso" che sembra riaffiorare oggi anche nelle società secolarizzate, Piero Coda traccia un ideale itinerario di "riscoperta" delle realtà centrali dell'escatologia cristiana, muovendo da alcune intuizioni teologiche di Chiara Lubich che mettono in rilievo la decisiva originalità dell'originario kérigma cristiano: «Gesù il Cristo è risorto!». In particolare, il volto e la dinamica trinitaria dell'éschaton; la sua costitutiva dimensione insieme personale e comunitaria; la rilevanza della fede nella risurrezione della carne per la comprensione del destino del cosmo materiale; il significato universale del dogma dell'assunzione di Maria; sino alla realtà della trasfigurazione della temporalità nella partecipazione alla vita sempre nuova inesauribile della santissima Trinità. Lo studio di Marisa Cerini propone la realtà di Maria, che, enunciata prima nel suo valore di punto prospettico da cui abbracciare in una visione unitaria increato e creato, e poi dispiegata in due fondamentali aspetti: Maria nel suo rapporto esistenziale e ontologico con la Parola di Dio; Maria Madre di Dio, quindi, per il Verbo incarnatosi in Lei, in relazione unica con la Trinità. Perché tale, Maria è l'immagine compiuta dell'umanità, della creazione intera, chiamata a vivere, come lei, nel dinamismo della vita intratrinitaria. Sono aspetti che, evidenziati nella loro intima consequenzialità all'interno dell'unico mistero di Maria, manifestano la sua straordinaria grandezza e bellezza. Una tale comprensione si offre all'intelligenza e alla vita del credente quale espressione matura del cammino secolare della Chiesa e, al tempo stesso, in dimensioni di assoluta novità, autentico dono dello Spirito, con significativi risvolti nei vari ambiti del sapere umano.