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Il suo pensiero sociale tra utopia e dialogo

di Ara˙jo Vera

I tempi che viviamo richiedono un uomo nuovo, capace di far fare un salto qualitativo alla sua stessa esistenza, costituendo un sociale inedito rispetto al passato. Un sociale come “spazio” nel quale l’uomo intelligente e libero si possegga e si esprima nelle relazioni reciproche con i propri simili. Un sociale che è utopia, intesa come forma secolare, laica, della trascendenza vissuta all’interno dell’immanenza, in una temporalità che è la struttura profonda dell’uomo. L’utopia come “custode” di un sociale sempre aperto alla creatività degli uomini e delle donne in rapporto fra loro. Sociale che si misura continuamente con la politica: il primo è storia come avvenimento, in cammino, l’altra è la storia come fatto concreto qui e ora, che raccoglie le istanze provenienti dal sociale. Il sociale della modernità affronta sfide inedite,quale il rapporto dialettico fra identità e dialogo.