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2013: le elezioni in Italia

29 Aprile 2013 - foto -

Il commento del prof. Baggio al discorso in Parlamento del presidente Napolitano

di Fabio Colagrande - Radio Vaticana

In Italia, dopo le consultazioni di ieri per la formazione del nuovo governo, il Paese attende ora una svolta politica dopo il...


11 Aprile 2013

Italia, politica. Baggio: scelta comune del capo dello Stato sarebbe segnale forte in Europa

di Luca Collodi - Radio Vaticana

In attesa dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica, in Italia la politica sembra in stallo mentre si aggrava la...


27 Marzo 2013

Ancora sui principi non negoziabili: perché devono stare insieme

di Antonio Maria Baggio

I principi “non negoziabili” sono l’oggetto dell’Editoriale della rivista «Nuova Umanità&ra...


08 Marzo 2013

Chi ruba nei supermercati…

di Luisa Balduzzi

In questi giorni mi torna in mente la canzone di Francesco De Gregori: Chi ruba nei supermercati. È del 1992, sembra scri...


27 Febbraio 2013 - foto -

Quali scenari possibili dopo le elezioni?

di Nuova Umanità

Riportiamo l'intervista di Radio Vaticana ad Antonio Maria Baggio


12 Febbraio 2013 - foto -

I "principi non negoziabili": verità  e strumentalizzazioni

di Antonio Maria Baggio

Il tema dei “principi non negoziabili” accompagna da vari anni le riflessioni di Benedetto XVI in merito all’...


28 Gennaio 2013

Siamo sicuri di meritarci l’Italia?

di Luisa Balduzzi

Lettere dal fronte quotidiano/2


23 Gennaio 2013

Uno sguardo sulla crisi politco-economica: rivedere gli obiettivi del sistema

di Moreno Orazi

Queste note condensano alcune riflessioni che mi ha suscitato la lettura dell’articolo di Antonio Maria Baggio[1], che con...


17 Gennaio 2013

Cattolici candidati a titolo personale

di Nuova Umanità

Intervista di Radio Vaticana ad Antonio Maria Baggio


09 Gennaio 2013

Le due Italie. Mappa per un percorso verso le elezioni politiche

di Antonio Maria Baggio

La formazione del Governo italiano presieduto da Mario Monti è avvenuta con modalità eccezionali in una grave...


31 Dicembre 2012 - foto -

Come ago in un pagliaio: alla ricerca del discorso democratico

di Marco Luppi

Il Paese vive oggi una crisi di valori e di rappresentanza.   Da una parte abbiamo sotto gli occhi gli scandali che stann...


28 Dicembre 2012 - foto -

Oltre i partiti personali: la riscoperta della politica

di Silvio Minnetti

Sulla scia delle riflessioni introdotte da Antonio Maria Baggio e riprese da Marco Martino e Paolo Giusta, sottolineo l’...


24 Dicembre 2012 - foto -

Noi Italiani, come gli Hobbit nella Terra di Mezzo

di Antonio Maria Baggio

Minority Report / 2


19 Dicembre 2012 - foto -

Perché bisogna pagare i debiti

di Paolo Giusta

Nella confusione che precede la campagna elettorale d’inverno aperta dalle dimissioni di Mario Monti, è possibile i...


13 Dicembre 2012 - foto -

Il ritorno di Berlusconi non è un progetto politico

di Marco Martino

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29 Novembre 2012 - foto -

Berlusconi e Maritain

di Antonio Maria Baggio

Minority Report / 1


25 Ottobre 2012 - foto -

Le due Italie.

di Antonio Maria Baggio

Mappa per un percorso verso le elezioni politiche


28 Gennaio 2013
NU news 204

Siamo sicuri di meritarci l’Italia?

di Luisa Balduzzi

Carissimo,

è sabato mattina e mi godo un po’ di pace prima di iniziare i vari giri.

Un piccolo shabbat, a partire dal tuo editoriale online e sull’ultimo numero di «Nuova Umanità», dedicato alle due Italie. Ho letto anche il commento di Moreno Orazi sul sito. Grazie. Non so, prendile come riflessioni-provocazioni del sabato mattina.

Sto leggendo libri diversi, apparentemente lontani come epoche, autori e sensibilità. Eppure, quasi in un tentativo di sintesi, si illuminavano le parole del tuo testo su Le due Italie, che richiamava alcuni aspetti di questi libri.

David Grossman, scrittore israeliano e autore di saggi sulla scrittura come cura per il conflitto (interiore oltre che israeliano-palestinese), mi ha fatto riflettere sulla straordinaria (e immeritata) fortuna di cui la nostra Italia gode da quando ho memoria: la pace. Possiamo pensare, progettare, delinquere (anche), abitare le due Italie, come scrivi, perché abbiamo il lusso di non rischiare la pelle ogni istante, forse.

Eligio Resta, docente di filosofia del diritto all’Università di Roma Tre, mi ha aiutato a mettere a fuoco il senso di responsabilità e di diritto come responsabilità. Non come capacità di esercitare la giustizia, ma come appello alla responsabilità. Alla risposta che ciascuno di noi ha nei confronti dell’altro. Non solo del giudice (che bella l’etimologia di questo termine, da jus dicit, colui che dice, pronuncia il diritto ) nei confronti del colpevole-vittima-carnefice. Ma di tutti noi.

Un caro amico che è al Cairo per lavoro mi ha fatto ricordare l’anniversario della rivoluzione, ieri, che romanticamente in Europa chiamiamo “primavera” e che lui, italiano in Egitto da 2 anni, chiama “autunno e inverno” e non solo lui.

Di nuovo conflitto e pace.

Siamo sicuri di meritarci il Paese che abitiamo? Con tutte le sue contraddizioni.

E di meritarci la Costituzione, che qualcuno ha redatto anche per noi e sulla quale possiamo riflettere grazie a un comico, non per merito di una buona educazione scolastica-accademica?

Non saremo troppo lagnosi perché, forse, da tanto (troppo) tempo nel nostro Paese si vive bene e solo pochi (anche se sono sempre tantissimi) soffrono davvero fame, freddo e sanno di cosa parlano?

Non intendo minimizzare i drammi italiani. Né inforcare a oltranza gli occhiali rosa.

Mi chiedo, però, se non sia opportuno, forse, fare un passo al di là di noi, di ciascuno di noi. Anche della nostra piccola Italia. Dei nostri piccoli drammi, se paragonati a Paesi senza pace e senza democrazia dalla loro nascita. Che sarebbe l’Italia se invece del 150esimo della sua unità con le bandiere avesse celebrato l’anniversario con le bombe? Anche Grossman sostiene che le lotte esterne a Israele sono forse un rimedio, assai cinico, contro le lotte intestine, la corruzione dilagante e la crisi economica-antropologica interna a ogni popolo.

Ma noi siamo un popolo, ne siamo coscienti? L’Italia è davvero capace di meritare questo appellativo? Nessuna pretesa di proporre soluzioni, né risposte.

Solo una provocazione, magari insensata: se facessimo un passo indietro, non dentro, ma fuori di noi? Se restassimo sulla soglia, come Simone Weil mi ha permesso di scoprire, sulla soglia di chi delinque e di chi fa il suo dovere. Di chi parassitizza e di chi lavora. Di chi sfrutta la sua posizione e di chi si rimbocca le maniche. La soglia non come deresponsabilizzazione e invito a stare coi piedi in più scarpe, ma come passo di umiltà, gli uni verso gli altri.

Si sta sulla soglia per chiedere “permesso”, cioè: mi posso addentrare? Posso capire perché e per chi entrare-fare-agire, prima che come-cosa-dove?

Grazie per essere arrivato fin qui a leggere.

  • Numero rivista: NU news 204
  • Materia: Politica